Superub95
23-03-2008, 18:21
Eccoci qui, con una nuova storia...Questa mi ha colpito molto (anke se l'ho scritta io XD) Una storia, questa volta, ricca di emozioni e sensazioni....Una storia (ke spero) vi piacerà, beh ora dovete leggere eccovi il:
Prologo
Sembrava un sogno,uno di quelli troppo belli da sembrare veri,eppure era lì, con lo sguardo rivolto al mare, con il vento che accarezzava i capelli...Sembrava felice eppure nei suoi occhi si notava tutta la sua tristezza, voluta e non, pensando che forse aveva sbagliato, ma anche sapendo che era giusto così. Con il pensiero di quel momento, intenso,forte, triste e felice, in quei momenti di tranquillità sentiva tante emozioni attraversare il suo cuore. Gli piaceva ripetersi <<Io non sono nessuno, sono solo di passaggio in questo mondo, dopo di me ci sarà qualcun'altro.>> Un uomo saggio ma allo stesso tempo ingenuo, un uomo con tante cicatrici, che forse erano indispensabilmente necessarie. Ferite che gli avevano cambiato la vita, pensava ai suoi momenti più tristi con la speranza che un giorno per qualcuno saranno un sorriso.Il suo sogno era vivere la vita così, come veniva senza avere premure di quello che accadeva, eppure a volte bisogna pensare prima di agire e se lo ripeteva, perchè sapeva che era giusto così...Beh ora quell'uomo è il più grande di tutti, quell'uomo che aveva tanti sogni ed ora aveva imparato a sognare, La vita gli serbava tante sorpresa doveva solo lasciarsi sorprendere. Con un sorriso si alzò da quello scoglio guardò attentamente per l'ultima volta il mare e si voltò, camminò verso nuovi orizzonti, verso nuove avventure...Non c'è bisogno di strappare una pagina della tua vita, ma si puo anche solo semplicemente girare.
I° capitolo:
Era il giorno di Natale, il giorno più bello per ogni bambino e lo era anche per il piccolo Mike...Non vedeva l'ora di alzarsi dal letto per vedere se quello che aveva chiesto, ora era sotto quell'albero.
<<MIKE>>Lo chiamò la mamma <<E' NATALE, SCENDI CI SONO DEI REGALI PER TE!!>>disse la mamma a Mike sapendo che ora sarebbe sceso di corsa.
<<ECCOMI MAMMA STO SCENDENDO!!>>disse Mike alla mamma
*Mike aveva 7 anni era nato da un rapporto che la madre aveva avuto con un extracomunitario, la mamma era sola e per Mike era praticamente tutta la sua famiglia, quello che aveva era la madre, senza di lei era perso, Ma è normale, per ogni bambino è così, ma per lui, per lui, era diverso, era nato in povertà, con solo la forza della mamma. La mamma era economicamente molto modesta e per questo Natale aveva cercato di esaudire un po tutte le richieste del figlio. La mamma per fortuna ebbe in eredità la casa della mamma e quindi non aveva spese per l'affitto...
<<Vedi questa volta Babbo Natale cosa ti ha portato!>>disse la mamma abbracciando il piccolo
<<WOW,proprio quello che avevo chiesto>>disse con tono contento il piccolo Mike
<<Vedi, l'importante e che tu fai il bravo, ora vai su a giocare che io preparo il pranzo>>disse la mamma di Mike accarezzandogli i capelli e tornando in cucina
<<Ok mamma>>e subito corse su...
Mike giocava nella sua camera, la mamma sotto preparava il pranzo....All'improvviso si sentì un botto, Mike si sorprese pensò che forse avevano sparato a qualche animale nel bosco, ma il suono era troppo vicino. Scese giù con cautela, sperando di non vedere quello che non voleva, eppure la madre era lì, per terra...Mike in quel momento così tremendo provò disperazione,rabbia e molta confusione, corse vicino la madre, in quel momento non aveva neanche la forza di piangere, era come se il cuore in quel momento si fosse fermato...
*La mamma di Mike era stata uccisa da una banda di criminali, che volevano per forza avere la casa, dicevano che ne avevano bisogno e che la dovevano avere, era andata a finire male quella volta, Mike di questa faccenda non sapeva niente, era una vittima passiva, ora era solo distrutto, voleva che fosse un incubo e invece era la dura realtà...
II° capitolo:
Ora Mike non sapeva cosa fare, gli era crollato il mondo addosso...Trovò la forza di chiamare un autoambulanza anche se fu inutile. Mike fu portato in una orfanotrofio e lì passò le sue giornate, pensando a quel momento così atroce, che gli aveva scombussolato la vita. I banditi che uccisero la madre ora erano in pringione, ma dentro Mike c'era la voglia di vendicarsi, anche se sapeva che non poteva farlo...Mike fu chiamato da varie famiglie, ma con ognuna si trovò male e combinava casini per far capire che non voleva starci. Mike ora aveva 10 anni, erano passati 3 anni dalla morte della madre ma il dolore era sempre molto forte.
Finalmente Mike riuscì a trovarsi bene in una famiglia, I Nepholc, una famiglia modesta, che non potendo avere figli scelsero Mike, come figlio adottivo. Mike andava a scuola, a casa degli amici, oramai aveva trovato un po di serenità in quella famiglia.
Come ogni giorno Mike stava andando a scuola quando all'improvviso una macchina si accostò vicino a lui, lo presò e se lo portò con se.
*Nella macchina con Mike c'era il padre, che ora era stato costretto, per motii economici, a fare una vita disastrata, tra furti e rapine andava avanti.
Mike era confuso, non capiva cosa stava succedendo.
<<Chi sei??>> disse con tono stranito Mike al individuo,il padre <<Perchè mi hai rapito??>>continuò a domandare
<<Stai zitto!!ora andremo in un posto e ti spiegherò tutto>>disse con tono aggitato ma irriverente il padre
<<Ma cosa vuoi da me??>>chiese con tono molto confuso Mike
<<Mi sbaglio o ti ho detto di fare silenzio, ti piegherò tutto tra poco, siamo quasi arrivati!!>>affermò arrogantemente il padre
Arrivarono in una barracca situata in mezzo ad una campagna, era come uno di quelle cantine dove ci sono tutti gli attrezzi. Mike aveva paura
<<Allora come prima cosa io sono Ralf>>disse il padre a Mike <<Vedi Mike,Io conoscevo molto bene tua madre, eravamo molto amici e mi dispiace molto che ora è morta>>disse Ralf
<<Un momento tu come sai il mio nome e poi mia mamma non mi ha mai parlato di te>>disse Mike
<<E' proprio questo il punto, Mike, io sono tuo padre>>disse Ralf
Gli occhi di Mike rimasero fermi, poi alzò il viso e lo rivolse verso Ralf e senza farsi tante domande lo abbracciò.
<<Ma perchè non ti sei mai fatto vivo in questi anni, perchè non mi hai mai pensato??>>domandò incessantemente Mike al padre, questa domanda gli venne davvero spontanea
<<Mike le cose non vanno sempre come uno desidera e tu questo lo dovresti sapere molto bene>>disse Ralf a Mike guardandolo negli occhi
<<Ma ora rimmarrai con me o te ne andrai di nuovo??>>chiese teneramente Mike
<<NO, no questa volta sarò vicino a te>>disse abbracciando il piccolo
*Mike anche se sapeva che il padre gli aveva fatto del male, passivamente naturalmente, si era sempre posto delle domande sul padre, ma non osava confidarle alla madre, un po per paura e un po per vergogna. Ora Mike era felice ma triste, non sapeva se gioire oppure piangere, scelse una via di mezzo pianse gioiendo.
III° capitolo:
<<Vieni con me>>disse Ralf al figlio
<<Dove mi porti??>>domandò dolcemente il ragazzino
<<Ti fidi di me??>>chiese a Mike
Il piccolo annuì con la testa, anche se sapeva che forse, probabilmente, avrebbe potuto soffrire nuovamente, ma non se ne interessava, perchè ora c'era il padre e anche se si era affezzionato ai Nepholc, ora più di qualunque altra cosa c'era il padre.
*I due, Mike e Ralf,il padre, andarono In america dove lì potevano ricominciare una nuova vita, onestamente e modestamente, si aiutavano a vicenda, uno con l'altro...Cominciarono quindi a cercare di vivere bene, con il poco che avevano, Mike andava a scuola e il padre lavorava duramente, dalle 7.00 del mattino fino alla sera verso le 9.00 compreso il Sabato.Mike di conseguenza imparò a cominciare ed essere ancora più autonomo, sapeva che il padre faceva il possibile. Passarono altri 5 anni e quindi Mike era grande, 15 anni, adolescente e i primi litigi col padre si facevano sentire, Il padre cominciò a bere, a darsi all'alcool, a tornare ai disastri di prima e fare una vita molto superficiale, non lavorava più, stava tutta la giornata a casa e quando tornava il figlio altri litigi.
<<Ma perchè ti distruggi così??>>domandò Mike al padre <<Lanno scorso eravamo ancora felici, una famiglia felice, ora, cosa stai combinando, io mi sono semore fidato di te e lo sai, ma ora non deludermi, ti prego>>aggiunse confusamente il ragazzo
<<Mike>> sospirò il padre <<C'è la siamo cavata questi anni, vero?!?, ora sei grande, ma io purtroppo non c'è la faccio più>>disse amaramente il padre <<Lo vedi come mi sono ridotto??, probabilmente era questa la fine che dovevo fare>> disse sorseggiando il bicchiere di Whisky
Mike andò di corsa nella sua camera, si preparò la sua valigia e se ne scappò. Dormì notti per strada, forse per lui, doveva sempre andare tutto storto, davvero tutto, sapeva che era grande e doveva reagire, ma come poteva con quella tristezza che aveva...Pensava che tutti dicevano <<L'importante non è se cadi, ma se sai realmente rialzarsi>> pensava qst frase sorridendo, perchè sapeva che per lui, non c'era nessuno disposto a dargli una mano, stava male perchè sapeva che il padre era davvero un grand'uomo, ma si stava dimostrando il contrario...
Il padre ebbe una grave malattia, la cirrosi epatica, una grave malattie che colpisce gli Alcolisti. Mike ne venne a conoscenza dall'ospedale, ancora una volta fu devastato, distrutto, triste, rabbioso ma soprattutto confuso, da tutte quelle cose non piacevoli che gi avevano, praticamente, cambiato la vita...
<<Dov'è mio padre??>>urlò vicino ad un infermiera Mike
<<Scusa, ma chi è tuo padre??>> disse confusa l'infermiera
<<E' entrato da poco>>disse scappando al piano soprastante il ragazzo.....
IV capitolo:
Mike era confuso, provò la stessa sensazione che provò alla morte della madre, ma ora era ancora più forte perchè questa volta non si potette godere gli ultimi momenti insieme al padre...Arrivò al piano di sopra e smarrito cercava disperatamente quella sala, dove il padre, forse,purtroppo, lo stava lasciando...Ancora negli occhi del ragazzo una lacrime percosse
il suo viso, una lacrima che proveniva dagli ochhi e arrivava al cuore, una lacrima che sconvolgeva le regole della tranquillità, Mike stava capendo che stava perdendo tutto, pensava se un giorno il padre l'avrebbe mai potuto perdonare, per tutti gli sbagli, le incomprensioni e anche per tutte le delusioni che gli aveva procurato. Sapeva però che tra lui e il padre c'era sempre stato un intenzione molto forte e il padre sicuramente l'avrebbe potuto perdonare, magari per un ultima volta gli avrebbe potuto dire <<Ti voglio bene>>.
Ora correva, con il cuore che pulsava forte e con la sua grande immensa speranza.....
<<Dov'è mio padre???>>domandava ad ogni infermiere che gli passava accanto... Finalmente eccolo in quel letto, il padre con gli occhi aperti, smarriti. Mike si fermò, lo continuava a guardare, con gli occhi di un bambino quando si rompe un giocattolo, gli occhi di un cane quando viene abbandonato, gli occhi di Mike...
Entrò nella stanza dov'era il padre e subito cominciò con le domande...
<<Papà come stai??>>chiese stravolto
<<Scusi ma lei chi è?!?>>domandò il dottore a Mike
<<Sono il figlio, come sta??>>chiese dubbioso e incapace di realizzare quello che stava succedendo al dottore
<<Venga fuori>>disse il dottore a Mike accompagnandolo con la mano sulla spalla fuori la sala <<Tuo padre è stato operato!!>>
<<E ora come sta?? va tutto bene, no??>>si diede una speranza il ragazzo
<<Beh, è ancora presto per fare una diagnosi precisa, ma non voglio illuderti ragazzo!!>>disse il dottore a Mike
<<Che vuol dire?!? ma ce la farà, non è così!?!>>chiese al medico
Il medico lo guardò e annuì dolcemente, lasciando ancora una speranza nel cuore di Mike....Non sapeva davvero cosa doveva fare, se darsi una speranza e illudersi, oppure semplicemente continuare a sperare. Il padre era ancora abbastanza giovane, ma la cirrosi epatica l'aveva distrutto fisicamente e moralmente, Mike non voleva avere nuovamente un vuoto voleva stare con il padre, abbracciarlo,skerzarci, litigarci semplicemente tenerlo accanto a se. Invece il padre ora poteva non esserci più, quel'uomo che aveva dato sempre forza e costanza al figlio, quel'uomo che voleva che Mike diventasse un grande uomo! Quel'uomo, il padre di Mike...
V° capitolo:
Il tempo sembrava non passare mai,eppure Mike stava li da ore, senza nessuna novità, aggioramento o buona notizia...L'ansia cresceva, ma la speranza c'era, Mike non voleva perdere pure quella. Finalente il dottore si avvicinò al ragazzo, con un viso strano, ma allo stesso tempo consapevole del dolore che avrebbe portato nel cuore di Mike dicendeglielo in modo molto diretto anche se così doveva fare.
<<Ragazzo>>disse il medico confortando Mike <<Tuo padre non c'è l'ha fatta!!>>aggiunse addolorato il medico
<<Cosa?!?>>A Mike si fermò il cuore tutto quello che gli stava succedendo intorno era inutile, tutto quello che sperava era inutile, lui si sentiva inutile. Sapeva che in qualche modo avrebbe potuto aiutare il padre, forse quello era il più grande rimorso, il rimorso di essere stato fermo davanti alla degenerazione graduale del padre, davanti a un buco senza fine, davanti al padre con il bicchiere di liquore.
Ancora una volta Mike si ritrovò solo, a dover affrontare la vita così come veniva, con le spalle larghe e con il cuore di un duro, un cuore di chi non si ferma davanti ai disagi della vita...Ora il suo desiderio era di rendere felice il padre, di rendere il padre fiero di lui.
Mike ora tra un po sedicenne avrebbe potuto cominciare a farsi una vita da solo, senza ne case famiglia e ne altre cose simili, quindi scappò in California, il suo sogno, dove visse per lungo tempo, iniziò con i soldi del padre ma poi si trovò un lavoro, oramai Mike era davvero un ragazzo pieno di valori e con una vita vissuta, una vita molto dura alle spalle, con il passato triste ma con un futuro forse migliore, ma ora Mike pensava solo e semplicemente al presente, perchè lui viveva la vita giorno dopo giorno senza premure.
Un giorno, come gli altri,come nelle favole, mentre lavorava nel suo Bar, una ragazza al tavolo, la più bella che mai avesse visto. Mike oramai ventenne aveva avuto poche storie di amore o cotte, ma questa volta fu un colpo di fulmine, ogni giorno sperava che quella ragazza stesse lì, in quel tavolo, leggendo sempre un libro e lasciando Mike sempre di stucco.
Appena la vedeva a Mike si illuminavano gli occhi, aveva tanta paura di esporre i suoi sentimenti, anche perchè non voleva essere deluso nuovamente, ma un giorno trovò il coraggio...
<<Scusa, posso sedermi un minuto??>>chiese agitato Mike alla ragazza
<<Certo, volevi dirmi qualcosa,forse>>domandò imbarazzata la ragazza
<<Inanzitutto mi vorrei presentare, ecco io sono Mike>>si presentò Mike
<<Ah bene,io sono Sharon,piacere>>disse la ragazza stringendogli la mano
<<Ok, senti mi sono seduto qui per una cosa importante>>cominciò Mike
<<Si dimmi,di cosa si tratta??>>chiese curiosa la ragazza
<<Devo dire che non è facile, ma comunque spero di esprimermi in maniera chiara>>continuava Mike
<<Si non proccuparti>>rispose la ragazza
<<N-Non è che qualche giorno di questi ti va di andare a mangiare una pizza??>>domandò ansioso Mike a Sharon
<<Beh, mi spiazzi, ma sicuramente vabene...>>disse la ragazza
<<A-A-Ah...bene quando puoi allora?>>domandò Mike a Sharon
<<Per me vabene anche domani sera, ti passo a prendere io quando finisci il turno magari>>disse Sharon
<<Per me vabenissimo, allora a domani>>disse eccitatissimo Mike.......
VI° capitolo:
Le cose andavano bene, tra Mike e Sharon, stava nascendo davvero qualcosa di forte,di solido,di importante...Mike però andava sempre con cautela, come già sapeva non voleva essere deluso; A sharon non aveva mai raccontato niente della sua storia, riteneva che fosse ancora troppo presto,i due ora stavano cominciando ad avere un rapporto aldilà. Mike stava bene,tranquillo,sereno e finalmente aveva trovato una persona con cui stava bene.
Mike e Sharon si incontravano un giorno si e un altro no, la sera uscivano, cinema,pizza avevano una storia normale ed ora stava nascendo un sentimento profondo.
*Anche Sharon aveva una vita alle spalle non semplice, era vissuta con i nonni non aveva mai avuto accanto la presenza dei genitori,morti in un attacco terroristico quando lei aveva 1 anno...
E quindi lei era molto fragile, studiava le persone prima di capire se si poteva fidare o meno ma con Mike subito si sentì complice...
<<Mike, io devo confidarti una cosa>>cominciò a parlare Sharon
<<Dimmi>>disse stranito Mike
<<Ammetto che non me lo aspettavo, ammetto che sono andata cn i piedi di piombo, ma ora ne sono sicura.>>continuò a parlare Sharon
<<Dimmi, cosa c'è?!?>>cominciò ad incuriosirsi il giovane
<<I-Io ammetto che-che, Ti amo Mike>>disse dolcemente Sharon tenendo la mano di Mike <<So che sembra strano,ci frequentiamo da un mese ma io ne sono sicura>>concluse Sharon
Mike senza esitazioni si avvicinò a Sharon, e dolcemente le sfiorò le labbra, la baciò e poi passarono una serata,per entrambi indimenticabile.
I due pochi mesi dopo si sposarono ebbero un figlio e una figlia e finalmente Mike, anzi entrambi vivevano felici, come una vera famiglia. Mike ora si era aperto un ristorante e viveva una vita abbastanza adagiata, la moglie aveva un lavoro partime, lavorava in un negozio d'abbigliamento e verso le 2.00 del pomeriggio tornava a casa, i bambini,il figlio di 4 anni e la figlia di 3 andavano all'asilo, e verso le 4 del pomeriggio la mamma li andava a prendere a scuola.....La vita di Mike scorreva tranquilla, naturalmente con dei litigi ma comunque i due continuavano ad amarsi.
Ogni tanto facevano dei week-end, per i bambini, per loro per non trascurarsi, perchè sapevano che la cosa più importanti erano i loro figli e che ora dovevano trasmettergli tutta la serenità possibile, che in quei frangenti c'era..
<<Mamma, ma tu e papà non avete genitori>>domandò il figlio Kevin alla mamma, Sharon
<<No, io sono vissuta con i nonni e se ora sarebbero qui ti vorrebberò un sacco bene>>disse la mamma sorridendo ma con gli occhi lucidi al figlio
<<E papà??>>chiese Kevin
<<Papà, papà ha avuto sia il padre che la madre, ma sono volati in cielo tutti e due,ora ci guardano da lassù>>disse teneramente Sharon al piccolo <<Dai,ora vai da Elen (*la sorella) che ti sta aspettando>>disse dando un bacio a Kevin
*Sharon e Mike viveano soli senza aiuto di nonni, c'era solo la sorella di sharon che ogni tanto veniva a fare visita a Mike e a Sharon con il marito. Ma loro però avevano tanti amici, al bar Mike aveva sempre avuto amici,dei veri amici e anche Sharon era stata fortunato sotto quest'aspetto...Beh questa famiglia finalmente,con grandi sacrifici,sforzi aveva ottenuto la ricompensa più grande: La tranquillità, la serenità e non gli mancava neanche la felicità....
*=Spiegazione
IMPORTANTE:Scusate se avvolte ritardo con i capitoli (anche se saranno pochi)grazie a tutti....
Prologo
Sembrava un sogno,uno di quelli troppo belli da sembrare veri,eppure era lì, con lo sguardo rivolto al mare, con il vento che accarezzava i capelli...Sembrava felice eppure nei suoi occhi si notava tutta la sua tristezza, voluta e non, pensando che forse aveva sbagliato, ma anche sapendo che era giusto così. Con il pensiero di quel momento, intenso,forte, triste e felice, in quei momenti di tranquillità sentiva tante emozioni attraversare il suo cuore. Gli piaceva ripetersi <<Io non sono nessuno, sono solo di passaggio in questo mondo, dopo di me ci sarà qualcun'altro.>> Un uomo saggio ma allo stesso tempo ingenuo, un uomo con tante cicatrici, che forse erano indispensabilmente necessarie. Ferite che gli avevano cambiato la vita, pensava ai suoi momenti più tristi con la speranza che un giorno per qualcuno saranno un sorriso.Il suo sogno era vivere la vita così, come veniva senza avere premure di quello che accadeva, eppure a volte bisogna pensare prima di agire e se lo ripeteva, perchè sapeva che era giusto così...Beh ora quell'uomo è il più grande di tutti, quell'uomo che aveva tanti sogni ed ora aveva imparato a sognare, La vita gli serbava tante sorpresa doveva solo lasciarsi sorprendere. Con un sorriso si alzò da quello scoglio guardò attentamente per l'ultima volta il mare e si voltò, camminò verso nuovi orizzonti, verso nuove avventure...Non c'è bisogno di strappare una pagina della tua vita, ma si puo anche solo semplicemente girare.
I° capitolo:
Era il giorno di Natale, il giorno più bello per ogni bambino e lo era anche per il piccolo Mike...Non vedeva l'ora di alzarsi dal letto per vedere se quello che aveva chiesto, ora era sotto quell'albero.
<<MIKE>>Lo chiamò la mamma <<E' NATALE, SCENDI CI SONO DEI REGALI PER TE!!>>disse la mamma a Mike sapendo che ora sarebbe sceso di corsa.
<<ECCOMI MAMMA STO SCENDENDO!!>>disse Mike alla mamma
*Mike aveva 7 anni era nato da un rapporto che la madre aveva avuto con un extracomunitario, la mamma era sola e per Mike era praticamente tutta la sua famiglia, quello che aveva era la madre, senza di lei era perso, Ma è normale, per ogni bambino è così, ma per lui, per lui, era diverso, era nato in povertà, con solo la forza della mamma. La mamma era economicamente molto modesta e per questo Natale aveva cercato di esaudire un po tutte le richieste del figlio. La mamma per fortuna ebbe in eredità la casa della mamma e quindi non aveva spese per l'affitto...
<<Vedi questa volta Babbo Natale cosa ti ha portato!>>disse la mamma abbracciando il piccolo
<<WOW,proprio quello che avevo chiesto>>disse con tono contento il piccolo Mike
<<Vedi, l'importante e che tu fai il bravo, ora vai su a giocare che io preparo il pranzo>>disse la mamma di Mike accarezzandogli i capelli e tornando in cucina
<<Ok mamma>>e subito corse su...
Mike giocava nella sua camera, la mamma sotto preparava il pranzo....All'improvviso si sentì un botto, Mike si sorprese pensò che forse avevano sparato a qualche animale nel bosco, ma il suono era troppo vicino. Scese giù con cautela, sperando di non vedere quello che non voleva, eppure la madre era lì, per terra...Mike in quel momento così tremendo provò disperazione,rabbia e molta confusione, corse vicino la madre, in quel momento non aveva neanche la forza di piangere, era come se il cuore in quel momento si fosse fermato...
*La mamma di Mike era stata uccisa da una banda di criminali, che volevano per forza avere la casa, dicevano che ne avevano bisogno e che la dovevano avere, era andata a finire male quella volta, Mike di questa faccenda non sapeva niente, era una vittima passiva, ora era solo distrutto, voleva che fosse un incubo e invece era la dura realtà...
II° capitolo:
Ora Mike non sapeva cosa fare, gli era crollato il mondo addosso...Trovò la forza di chiamare un autoambulanza anche se fu inutile. Mike fu portato in una orfanotrofio e lì passò le sue giornate, pensando a quel momento così atroce, che gli aveva scombussolato la vita. I banditi che uccisero la madre ora erano in pringione, ma dentro Mike c'era la voglia di vendicarsi, anche se sapeva che non poteva farlo...Mike fu chiamato da varie famiglie, ma con ognuna si trovò male e combinava casini per far capire che non voleva starci. Mike ora aveva 10 anni, erano passati 3 anni dalla morte della madre ma il dolore era sempre molto forte.
Finalmente Mike riuscì a trovarsi bene in una famiglia, I Nepholc, una famiglia modesta, che non potendo avere figli scelsero Mike, come figlio adottivo. Mike andava a scuola, a casa degli amici, oramai aveva trovato un po di serenità in quella famiglia.
Come ogni giorno Mike stava andando a scuola quando all'improvviso una macchina si accostò vicino a lui, lo presò e se lo portò con se.
*Nella macchina con Mike c'era il padre, che ora era stato costretto, per motii economici, a fare una vita disastrata, tra furti e rapine andava avanti.
Mike era confuso, non capiva cosa stava succedendo.
<<Chi sei??>> disse con tono stranito Mike al individuo,il padre <<Perchè mi hai rapito??>>continuò a domandare
<<Stai zitto!!ora andremo in un posto e ti spiegherò tutto>>disse con tono aggitato ma irriverente il padre
<<Ma cosa vuoi da me??>>chiese con tono molto confuso Mike
<<Mi sbaglio o ti ho detto di fare silenzio, ti piegherò tutto tra poco, siamo quasi arrivati!!>>affermò arrogantemente il padre
Arrivarono in una barracca situata in mezzo ad una campagna, era come uno di quelle cantine dove ci sono tutti gli attrezzi. Mike aveva paura
<<Allora come prima cosa io sono Ralf>>disse il padre a Mike <<Vedi Mike,Io conoscevo molto bene tua madre, eravamo molto amici e mi dispiace molto che ora è morta>>disse Ralf
<<Un momento tu come sai il mio nome e poi mia mamma non mi ha mai parlato di te>>disse Mike
<<E' proprio questo il punto, Mike, io sono tuo padre>>disse Ralf
Gli occhi di Mike rimasero fermi, poi alzò il viso e lo rivolse verso Ralf e senza farsi tante domande lo abbracciò.
<<Ma perchè non ti sei mai fatto vivo in questi anni, perchè non mi hai mai pensato??>>domandò incessantemente Mike al padre, questa domanda gli venne davvero spontanea
<<Mike le cose non vanno sempre come uno desidera e tu questo lo dovresti sapere molto bene>>disse Ralf a Mike guardandolo negli occhi
<<Ma ora rimmarrai con me o te ne andrai di nuovo??>>chiese teneramente Mike
<<NO, no questa volta sarò vicino a te>>disse abbracciando il piccolo
*Mike anche se sapeva che il padre gli aveva fatto del male, passivamente naturalmente, si era sempre posto delle domande sul padre, ma non osava confidarle alla madre, un po per paura e un po per vergogna. Ora Mike era felice ma triste, non sapeva se gioire oppure piangere, scelse una via di mezzo pianse gioiendo.
III° capitolo:
<<Vieni con me>>disse Ralf al figlio
<<Dove mi porti??>>domandò dolcemente il ragazzino
<<Ti fidi di me??>>chiese a Mike
Il piccolo annuì con la testa, anche se sapeva che forse, probabilmente, avrebbe potuto soffrire nuovamente, ma non se ne interessava, perchè ora c'era il padre e anche se si era affezzionato ai Nepholc, ora più di qualunque altra cosa c'era il padre.
*I due, Mike e Ralf,il padre, andarono In america dove lì potevano ricominciare una nuova vita, onestamente e modestamente, si aiutavano a vicenda, uno con l'altro...Cominciarono quindi a cercare di vivere bene, con il poco che avevano, Mike andava a scuola e il padre lavorava duramente, dalle 7.00 del mattino fino alla sera verso le 9.00 compreso il Sabato.Mike di conseguenza imparò a cominciare ed essere ancora più autonomo, sapeva che il padre faceva il possibile. Passarono altri 5 anni e quindi Mike era grande, 15 anni, adolescente e i primi litigi col padre si facevano sentire, Il padre cominciò a bere, a darsi all'alcool, a tornare ai disastri di prima e fare una vita molto superficiale, non lavorava più, stava tutta la giornata a casa e quando tornava il figlio altri litigi.
<<Ma perchè ti distruggi così??>>domandò Mike al padre <<Lanno scorso eravamo ancora felici, una famiglia felice, ora, cosa stai combinando, io mi sono semore fidato di te e lo sai, ma ora non deludermi, ti prego>>aggiunse confusamente il ragazzo
<<Mike>> sospirò il padre <<C'è la siamo cavata questi anni, vero?!?, ora sei grande, ma io purtroppo non c'è la faccio più>>disse amaramente il padre <<Lo vedi come mi sono ridotto??, probabilmente era questa la fine che dovevo fare>> disse sorseggiando il bicchiere di Whisky
Mike andò di corsa nella sua camera, si preparò la sua valigia e se ne scappò. Dormì notti per strada, forse per lui, doveva sempre andare tutto storto, davvero tutto, sapeva che era grande e doveva reagire, ma come poteva con quella tristezza che aveva...Pensava che tutti dicevano <<L'importante non è se cadi, ma se sai realmente rialzarsi>> pensava qst frase sorridendo, perchè sapeva che per lui, non c'era nessuno disposto a dargli una mano, stava male perchè sapeva che il padre era davvero un grand'uomo, ma si stava dimostrando il contrario...
Il padre ebbe una grave malattia, la cirrosi epatica, una grave malattie che colpisce gli Alcolisti. Mike ne venne a conoscenza dall'ospedale, ancora una volta fu devastato, distrutto, triste, rabbioso ma soprattutto confuso, da tutte quelle cose non piacevoli che gi avevano, praticamente, cambiato la vita...
<<Dov'è mio padre??>>urlò vicino ad un infermiera Mike
<<Scusa, ma chi è tuo padre??>> disse confusa l'infermiera
<<E' entrato da poco>>disse scappando al piano soprastante il ragazzo.....
IV capitolo:
Mike era confuso, provò la stessa sensazione che provò alla morte della madre, ma ora era ancora più forte perchè questa volta non si potette godere gli ultimi momenti insieme al padre...Arrivò al piano di sopra e smarrito cercava disperatamente quella sala, dove il padre, forse,purtroppo, lo stava lasciando...Ancora negli occhi del ragazzo una lacrime percosse
il suo viso, una lacrima che proveniva dagli ochhi e arrivava al cuore, una lacrima che sconvolgeva le regole della tranquillità, Mike stava capendo che stava perdendo tutto, pensava se un giorno il padre l'avrebbe mai potuto perdonare, per tutti gli sbagli, le incomprensioni e anche per tutte le delusioni che gli aveva procurato. Sapeva però che tra lui e il padre c'era sempre stato un intenzione molto forte e il padre sicuramente l'avrebbe potuto perdonare, magari per un ultima volta gli avrebbe potuto dire <<Ti voglio bene>>.
Ora correva, con il cuore che pulsava forte e con la sua grande immensa speranza.....
<<Dov'è mio padre???>>domandava ad ogni infermiere che gli passava accanto... Finalmente eccolo in quel letto, il padre con gli occhi aperti, smarriti. Mike si fermò, lo continuava a guardare, con gli occhi di un bambino quando si rompe un giocattolo, gli occhi di un cane quando viene abbandonato, gli occhi di Mike...
Entrò nella stanza dov'era il padre e subito cominciò con le domande...
<<Papà come stai??>>chiese stravolto
<<Scusi ma lei chi è?!?>>domandò il dottore a Mike
<<Sono il figlio, come sta??>>chiese dubbioso e incapace di realizzare quello che stava succedendo al dottore
<<Venga fuori>>disse il dottore a Mike accompagnandolo con la mano sulla spalla fuori la sala <<Tuo padre è stato operato!!>>
<<E ora come sta?? va tutto bene, no??>>si diede una speranza il ragazzo
<<Beh, è ancora presto per fare una diagnosi precisa, ma non voglio illuderti ragazzo!!>>disse il dottore a Mike
<<Che vuol dire?!? ma ce la farà, non è così!?!>>chiese al medico
Il medico lo guardò e annuì dolcemente, lasciando ancora una speranza nel cuore di Mike....Non sapeva davvero cosa doveva fare, se darsi una speranza e illudersi, oppure semplicemente continuare a sperare. Il padre era ancora abbastanza giovane, ma la cirrosi epatica l'aveva distrutto fisicamente e moralmente, Mike non voleva avere nuovamente un vuoto voleva stare con il padre, abbracciarlo,skerzarci, litigarci semplicemente tenerlo accanto a se. Invece il padre ora poteva non esserci più, quel'uomo che aveva dato sempre forza e costanza al figlio, quel'uomo che voleva che Mike diventasse un grande uomo! Quel'uomo, il padre di Mike...
V° capitolo:
Il tempo sembrava non passare mai,eppure Mike stava li da ore, senza nessuna novità, aggioramento o buona notizia...L'ansia cresceva, ma la speranza c'era, Mike non voleva perdere pure quella. Finalente il dottore si avvicinò al ragazzo, con un viso strano, ma allo stesso tempo consapevole del dolore che avrebbe portato nel cuore di Mike dicendeglielo in modo molto diretto anche se così doveva fare.
<<Ragazzo>>disse il medico confortando Mike <<Tuo padre non c'è l'ha fatta!!>>aggiunse addolorato il medico
<<Cosa?!?>>A Mike si fermò il cuore tutto quello che gli stava succedendo intorno era inutile, tutto quello che sperava era inutile, lui si sentiva inutile. Sapeva che in qualche modo avrebbe potuto aiutare il padre, forse quello era il più grande rimorso, il rimorso di essere stato fermo davanti alla degenerazione graduale del padre, davanti a un buco senza fine, davanti al padre con il bicchiere di liquore.
Ancora una volta Mike si ritrovò solo, a dover affrontare la vita così come veniva, con le spalle larghe e con il cuore di un duro, un cuore di chi non si ferma davanti ai disagi della vita...Ora il suo desiderio era di rendere felice il padre, di rendere il padre fiero di lui.
Mike ora tra un po sedicenne avrebbe potuto cominciare a farsi una vita da solo, senza ne case famiglia e ne altre cose simili, quindi scappò in California, il suo sogno, dove visse per lungo tempo, iniziò con i soldi del padre ma poi si trovò un lavoro, oramai Mike era davvero un ragazzo pieno di valori e con una vita vissuta, una vita molto dura alle spalle, con il passato triste ma con un futuro forse migliore, ma ora Mike pensava solo e semplicemente al presente, perchè lui viveva la vita giorno dopo giorno senza premure.
Un giorno, come gli altri,come nelle favole, mentre lavorava nel suo Bar, una ragazza al tavolo, la più bella che mai avesse visto. Mike oramai ventenne aveva avuto poche storie di amore o cotte, ma questa volta fu un colpo di fulmine, ogni giorno sperava che quella ragazza stesse lì, in quel tavolo, leggendo sempre un libro e lasciando Mike sempre di stucco.
Appena la vedeva a Mike si illuminavano gli occhi, aveva tanta paura di esporre i suoi sentimenti, anche perchè non voleva essere deluso nuovamente, ma un giorno trovò il coraggio...
<<Scusa, posso sedermi un minuto??>>chiese agitato Mike alla ragazza
<<Certo, volevi dirmi qualcosa,forse>>domandò imbarazzata la ragazza
<<Inanzitutto mi vorrei presentare, ecco io sono Mike>>si presentò Mike
<<Ah bene,io sono Sharon,piacere>>disse la ragazza stringendogli la mano
<<Ok, senti mi sono seduto qui per una cosa importante>>cominciò Mike
<<Si dimmi,di cosa si tratta??>>chiese curiosa la ragazza
<<Devo dire che non è facile, ma comunque spero di esprimermi in maniera chiara>>continuava Mike
<<Si non proccuparti>>rispose la ragazza
<<N-Non è che qualche giorno di questi ti va di andare a mangiare una pizza??>>domandò ansioso Mike a Sharon
<<Beh, mi spiazzi, ma sicuramente vabene...>>disse la ragazza
<<A-A-Ah...bene quando puoi allora?>>domandò Mike a Sharon
<<Per me vabene anche domani sera, ti passo a prendere io quando finisci il turno magari>>disse Sharon
<<Per me vabenissimo, allora a domani>>disse eccitatissimo Mike.......
VI° capitolo:
Le cose andavano bene, tra Mike e Sharon, stava nascendo davvero qualcosa di forte,di solido,di importante...Mike però andava sempre con cautela, come già sapeva non voleva essere deluso; A sharon non aveva mai raccontato niente della sua storia, riteneva che fosse ancora troppo presto,i due ora stavano cominciando ad avere un rapporto aldilà. Mike stava bene,tranquillo,sereno e finalmente aveva trovato una persona con cui stava bene.
Mike e Sharon si incontravano un giorno si e un altro no, la sera uscivano, cinema,pizza avevano una storia normale ed ora stava nascendo un sentimento profondo.
*Anche Sharon aveva una vita alle spalle non semplice, era vissuta con i nonni non aveva mai avuto accanto la presenza dei genitori,morti in un attacco terroristico quando lei aveva 1 anno...
E quindi lei era molto fragile, studiava le persone prima di capire se si poteva fidare o meno ma con Mike subito si sentì complice...
<<Mike, io devo confidarti una cosa>>cominciò a parlare Sharon
<<Dimmi>>disse stranito Mike
<<Ammetto che non me lo aspettavo, ammetto che sono andata cn i piedi di piombo, ma ora ne sono sicura.>>continuò a parlare Sharon
<<Dimmi, cosa c'è?!?>>cominciò ad incuriosirsi il giovane
<<I-Io ammetto che-che, Ti amo Mike>>disse dolcemente Sharon tenendo la mano di Mike <<So che sembra strano,ci frequentiamo da un mese ma io ne sono sicura>>concluse Sharon
Mike senza esitazioni si avvicinò a Sharon, e dolcemente le sfiorò le labbra, la baciò e poi passarono una serata,per entrambi indimenticabile.
I due pochi mesi dopo si sposarono ebbero un figlio e una figlia e finalmente Mike, anzi entrambi vivevano felici, come una vera famiglia. Mike ora si era aperto un ristorante e viveva una vita abbastanza adagiata, la moglie aveva un lavoro partime, lavorava in un negozio d'abbigliamento e verso le 2.00 del pomeriggio tornava a casa, i bambini,il figlio di 4 anni e la figlia di 3 andavano all'asilo, e verso le 4 del pomeriggio la mamma li andava a prendere a scuola.....La vita di Mike scorreva tranquilla, naturalmente con dei litigi ma comunque i due continuavano ad amarsi.
Ogni tanto facevano dei week-end, per i bambini, per loro per non trascurarsi, perchè sapevano che la cosa più importanti erano i loro figli e che ora dovevano trasmettergli tutta la serenità possibile, che in quei frangenti c'era..
<<Mamma, ma tu e papà non avete genitori>>domandò il figlio Kevin alla mamma, Sharon
<<No, io sono vissuta con i nonni e se ora sarebbero qui ti vorrebberò un sacco bene>>disse la mamma sorridendo ma con gli occhi lucidi al figlio
<<E papà??>>chiese Kevin
<<Papà, papà ha avuto sia il padre che la madre, ma sono volati in cielo tutti e due,ora ci guardano da lassù>>disse teneramente Sharon al piccolo <<Dai,ora vai da Elen (*la sorella) che ti sta aspettando>>disse dando un bacio a Kevin
*Sharon e Mike viveano soli senza aiuto di nonni, c'era solo la sorella di sharon che ogni tanto veniva a fare visita a Mike e a Sharon con il marito. Ma loro però avevano tanti amici, al bar Mike aveva sempre avuto amici,dei veri amici e anche Sharon era stata fortunato sotto quest'aspetto...Beh questa famiglia finalmente,con grandi sacrifici,sforzi aveva ottenuto la ricompensa più grande: La tranquillità, la serenità e non gli mancava neanche la felicità....
*=Spiegazione
IMPORTANTE:Scusate se avvolte ritardo con i capitoli (anche se saranno pochi)grazie a tutti....